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Mr. StM's blog

 

Thu, 31 August 2006, 00:31

Emigro...

Siore e siori, questo blog qui, e tutto lo sito che vi sta intorno, si muove altrove. Per la precisione in questi paraggi:

stm.sottosuolo.org

Il luogo di destinazione ha ancora qualche infisso da sistemare, qualche mobile da comprare, ma bene o male l'essenziale, un tetto, c'è. La presente fretta è dovuta solo alla constatazione di come sia arduo imbrigliare la mia voglia di perdere tempo e scrivere post. E dunque, poiché già m'ero imposto di scrivere post nuovi solo nel blog nuovo, ecco che vi redirigo.

Per coloro i quali si siano imbattuti in questo luogo e siano interessati a dare uno sbircio alle modifiche da me fatte allo script per blog di Alex, metto a disposizione uno zippino con (credo) tutto il necessario (rimane fuori tanta roba, ma tanto è tutta raffazzonata...):

zip

Potete trovare alcune delle mie modifiche commentate cercando la parola chiave "StM". Le altre purtroppo sono un po' mischiate al resto... sappiate comunque che ho fatto essenzialmente queste modifiche:
-Minime variazioni di stile
-Aggiunta della barra a sinistra (modifica minimale)
-Aggiunta della funzione di captcha (già meno banale)
-Modifica dei limiti (numero di caratteri totali e per ogni parola) per i commenti
-Aggiunta della barra del menu in alto (modifica minimale, dal punto di vista del blog - anche se poi il codice dietro è un po' più corposo, ma non lo includo qui)
-Forse altro che non ricordo.

Segnalatemi se vi fosse qualsiasi problema.

Ci vediamo di là! (questo post sarà probabilmente l'ultimo qui, ma avrà il privilegio di esistere SOLO qui)

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Thu, 17 August 2006, 00:00

Che cosa rimane? (3)

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Guardo le foto della mia vacanza olandese. La prima risposta alla domanda è: l'esigenza di una fotocamera decente, giacché l'autofocus e il point-and-shoot funzionano così bene che in certe foto della Gay Pride Canal Parade di Amsterdam ho tutto un campionario di nitidissime crape della gente davanti a me, con le cose interessanti sfocate sullo sfondo... uau.

Rimane qualcosa di una cittadina particolare, Haarlem, le cui offerte di vita e di svago sembrano davvero più facili a cogliersi che in molte delle città che ho conosciuto in Italia. Chissà perché mi è tornata alla mente Siracusa... forse perché, nei miei ricordi, alla sera un po' le somiglia.

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(senza cavalletto mi sono ridotto a fare foto notturne da terra; carucce, via)

Non ci siamo ancora ripresi dallo shock dei treni che partono all'ora esatta, allo scoccare della lancetta sull'orologio della stazione. E al fatto che l'ultimo è all'una e passa di notte. Voi direte: bella forza, là è tutto piano, sgombro, agevole; qui in Italia ci sono monti, gallerie, dossi, incroci, attraversamenti pedonali e scioperi, tutti integrati nell'ambiente naturale. Ve la passo, ma ciò non toglie che di sognare v'è libertà :(

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(ho fatto anche di queste foto senza senso, sì)

Ora immaginatevi una bella foto di un cielo nuvolosissimo e carico, magari con scrosci di pioggia, sopra al Mare del Nord con un gabbiano che passa a pochi metri proprio al momento dello scatto. Siete stati bravissimi.

(tale foto non esiste, ma facendo un patchwork di 3-4 foto potrei anche ottenerla...)

Passiamo alla prossima.

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Sembra un albero come tanti, ma lassù stavano appollaiate delle mucche olandesi pronte a saltarci addosso non appena avessimo voltato le spalle. Sissignori. Vacanza ad alta tensione. Cartelli esplicativi da noi correttamente interpretati davano istruzioni di lanciarsi contro il bestiame sullo stile dei kamikaze, urlando come ossessi; era espressamente vietato stare a più di 25 metri di distanza.

Sabato 5 agosto, nei canali di Amsterdam si è svolta la Gay Pride Canal Parade. Qualche foto decente ce l'ho, ma me la conservo per un altro momento. A voi faccio vedere quanto è ganza l'ascella di questo tipo:

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Proprio un bijou.

Una manifestazione più composta di quello che mi aspettavo, ma comunque bella. Vedete questi tipi qui?

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Ad ogni ponte c'era magari qualche bambino che buttava qualche simbolica offerta nei loro... sacchi...

Chissà perché in Italia una cosa così, pur nella sua banalità, non me la figuro. Quando ho accennato al NEMO (Museo della Scienza e della Tecnologia) non vi ho detto della sezione "Teen Facts", vero? In quella sezione si parla, o per meglio dire si *informa* in modo quasi semplice, diretto e quasi completo su sesso e droghe. Altro mondo.

Mi ha un po' stupito vedere una forte sponsorizzazione della GPCP, ma del resto è normale, no? Lo slogan di quest'anno era I amsterdam. Qualcuno ha pensato, giustamente...

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Questa vacanza la rifarei? Sì, forse con alcune modifiche, ma forse no. Anche la - da me - bistrattata Maastricht, in fondo, ci ha dato occasione di farci un giro per dei cunicoli al buio, al freddo, con una guida che dava le spiegazioni in olandese... salvo poi gentilmente elargirci qualche pillola in inglese (come "Let's wait for the others... I may lose only 10%...")... e chissà cosa avrà detto di noi, "i tre italiani", nel discorso di commiato, giacché ho distintamente afferrato che di noi parlava... mah. I presenti non hanno riso subito, deve essere stato cortese tutto sommato ^_^

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Tue, 15 August 2006, 23:58

Farsi fottere un dominio in un battito di ciglia

Buona serata. Per questa puntata, Mr. Experiment vi illustrerà le magie e i segreti del meraviglioso mondo dei domini.

Voi volete un dominio, e volete un hosting, e volete anche una modella disinibita e vogliosa nel letto. Allora vi guardate un po' in giro e vedete che le offerte di Strato sembrano interessanti, allora vi buttate e provate.

Niente da fare, ci sono cose belle ma anche cose insopportabili, come il mod_rewrite disattivato e il php safe mode attivo. Per chi non lo sapesse, il mod_rewrite è un modulo del web server Apache che permette di transcodificare url da una certa forma ad un'altra forma; in genere serve a scrivere indirizzi "belli" che poi vengono transcodificati dietro le quinte in indirizzi "brutti". Sempre per l'ignoranza galoppante (si sa che il php safe mode s'insegna all'asilo), il php safe mode è un'opzione stupida di php che viene in genere impropriamente usata a scopo di sicurezza: in sostanza, attiva una modalità in cui è impossibile effettuare tramite php alcune modifiche al filesystem (ora mi viene in mente la creazione di directory); questo perché l'"utente apache", altrimenti, potrebbe fare dei bei casini in lungo e in largo in postazioni con spazi web multiutente, avendo egli i diritti di scrittura su ciascuno degli spazi; in realtà se per evitare questo si usa il php safe mode si è proprio alla frutta, visto che sarebbe il caso di usare altri sistemi (virtual server, jail, altro). Ovviamente stiamo parlando di una soluzione a relativo basso costo, per quello che offre, quindi non dovremmo lamentarci troppo. Anche se la modella era davvero troppo poco vogliosa.

Comunque decidete che Strato non fa per voi, e disdicete. Mandate il fax, specificate che il dominio appena registrato deve essere cancellato. Nella vostra ignoranza credete che avverrà subito. Sbagliato.

Una volta cancellato un dominio, a meno che questo non succeda nei primi 5 giorni dalla sua creazione, occorre aspettare 30 giorni calendariali (posti come limite massimo, ma in realtà in genere è anche la durata totale), il REDEMPTIONPERIOD, in cui il dominio non viene risolto e può essere riattivato solo da chi lo aveva registrato.

A proposito: ricordatevi che se registrate un dominio, alle richieste di whois su quel dominio verranno visualizzati i VOSTRI dati (nome, cognome, indirizzo di casa, telefono, indirizzo e.mail). E così vi arriveranno mail di spam che vi inviteranno a cambiare hosting, e cose del genere.

Terminato il REDEMPTIONPERIOD, se non lo avrete riattivato, il dominio passerà nello stato PENDINGDELETE per 5 giorni.

Allo scadere dei 5 giorni, uno sciacallo registrerà il vostro dominio, e andando sul sito indicato dal whois potrete decidere se fargli un'offerta, a partire da 200$. Se registrare un dominio costa in genere 10 dollari l'anno, vuol dire che l'attività dello sciacallo è remunerativa se più di 1 utente su 20 decide effettivamente di cedere al ricatto.

Vabbe'. Tanto era un dominio del cazzo.

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Mon, 14 August 2006, 00:40

...che introiettare è sinonimo di sputtanare.

Ho avuto per tutto il giorno una miracolosa sensazione di rilassatezza e tonicità. Succede una volta l'anno, tra abissi di mattinate strascinate nella sofferenza, pomeriggi agonizzanti e serate barzotte: in questa cuspide di desiderata normalità la giornata sembra eterna, e porta con sé ogni sorta di lieti eventi.

In effetti, la mia to-do list si sta assottigliando a vista d'occhio, e i pochi nuovi compiti che vi si inseriscono non riescono a invertire la tendenza; dopo tanto tempo, ho un'occasione di progettare un punto relativamente lontano della mia vita futura, smettendo di vivere alla giornata; l'odiosa estate (ebbene sì, la odio) sta levando le tende; ho buttato via un po' di cose dalla mia stanza, e mi sento più leggero.

Immaginatevi che abbia da dire ancora delle cose, con una componente di stronzate ancora più rilevante; e ringraziatemi che non le dico.

Trasformiamo quindi questo post in una speranzosa segnalazione di servizio.

Non sto più aggiornando la pagina "A proposito di me" con i link ai nuovi post perché *spero* di riuscire a tirar fuori dal cappello a breve un wordpress sul mio novello spazio web.

Ho un mare di componentistica hardware vecchiotta, che funzionare funziona ma che servirmi non mi serve. A provare a venderla su ebay ci divento scemo, oltre che povero (tutte le belle commissioncine che ebay piazza per ogni oggetto messo in vendita...). Qualche passante ha un'idea di dove/come potremmo assistere al miracolo dell'incontro della domanda e dell'offerta? In ogni caso, nei prossimi giorni con grande pazienza farò un inventario dei miei possedimenti (e che commozione sarà, veder bootare il mio vecchio 486... forse un po' meno che NON vederlo bootare).

Infine, un appello di tipo medico. Se qualcuno sa di una cura per la Sindrome dell'Elettrone di Conduzione (così l'ho battezzata io), mi faccia un fischio. Cos'è la SdEdC? Quando uno comincia a fare una cosa e poi si accorge che ne deve fare un'altra e allora si mette a fare l'altra; ricorsivamente, all'infinito. Grazie dell'interessamento.

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Sat, 12 August 2006, 02:30

Sbagliando s'impara

Alle volte mi pare quindi di stare facendo un prestigioso master. Ma almeno l'attestato, me lo daranno mai?

Neanche per idea starò a spiegarvi cosa intendo. Perché poi ci sono quelle due-tre, quattordici cosette, che da elencare son tediose. No, quindi vi parlerò di altro. Fortunato quindi chi non si sarà fermato al banale titolo.

Non ho memoria dell'ultima volta che ho sentito un'eco. Una di quelle ben fatte, da montagna. Sicuramente ero piccolo, piccolino, l'ultima volta. E così il pensiero di questa mancanza così prolungata mi ha stranamento intristito. Se ci pensate, l'eco è una cosa straordinaria, epperò un filino troppo ingannevole: la voce della vostra piccola esistenza è l'umile sorgente acustica; qualche ettaro di territorio privo di superfici fonoassorbenti (sciò alberi!) l'imponente cassa acustica; le vostre orecchie, chi si lascia fregare.

L'eco illude. Sentite la vostra smilza vocina diventare un vocione della terra; ogni vostro sussurro vi sembra poter raggiungere schiere e schiere di potenziali discepoli. Ma badate: i discepoli sono fonoassorbenti; e soprattutto: i discepoli non stanno dove siete voi.

Eh, già. Per sentire l'eco bisogna anche trovarsi nel luogo in cui l'onda sonora viene riflessa. E Magari questo luogo è anche l'UNICO in cui l'onda sonora viene riflessa con una potenza sufficiente, magari per via di somme costruttive di onde riflesse provenienti da più direzioni. Perciò avete fatto la voce grossa, e ve la siete anche ri-ascoltata in esclusiva. A che pro?


Beware, Bloggy Boy, as you're not as new a creature as you think you are...

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Wed, 09 August 2006, 19:22

Di ritorno (2)

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(Disclaimer: l'autore non, ripeto NON, si fa le canne)

Farsi due giorni a Maastricht è stato un errore. La mia guida Lonely Planet dell'Olanda così recitava:

Maastricht è la stella - in realtà la fiammeggiante supernova - del Limburgo. Poco altro giustifica anche solo una piccola parte del tempo che la visita di Maastricht richiede.

Yeah, of course. Non è brutta, eh. Poi siamo anche noi che siamo capitati nel mezzo del festival del Limburgo, con spettacoli teatrali all'aperto, ma ce li siamo persi tutti. E poi vabbe', non è stato furbo nemmeno provare a visitare il Bonnefantenmuseum nel giorno di chiusura. Ma co' cazz' che è la fiammeggiante supernova di alcunché, a me sembra una città come ne ho viste tante. Non brutta, anzi graziosa, ma non sbrodoliamo. Oh.

Haarlem d'altra parte ha il suo perché. Proprio bellina, oltre che estremamente vitale. Anche qui... la sera che siamo stati ad Amsterdam, al nostro ritorno abbiamo trovato 1000 persone in 20 metri quadri, di fianco al nostro hotel, che gozzovigliavano allegre per un post-concerto, credo a tema jazz (gli olandesi col jazz ce l'hanno proprio, lo si trova ovunque si vada): dopo aver ponderato qualche minuto se era il caso di mangiarci le mani o meno per esserci persi l'evento, ce ne siamo andati a dormire e bon. Non teniamo ancora il fiuto da vacanziero professionista :(

Poi volevo protestare contro il destino per avermi fatto scoprire il NEMO (Museo della scienza e della tecnologia, ad Amsterdam) così tardi :'(
Un venticinquenne non ha spazio, dove dominano i bimbi in età quasi prescolare :'(
:'(

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Thu, 03 August 2006, 18:59

Mugugno vacanziero (1)

Nonostante la chiusura per belve feroci, qui si è prodotta qualche riflessione estemporanea, primo esperimento di quello che sarà forse mio compagno per il futuro, il diario di viaggio.

Bergamo stangona, Bergamo nana

Nota per la Pro Loco: "Biblioteca Caversazzi" non è un valido indirizzo per un forestiero; specie se, interpellati, i bergamaschi della parte alta mandano a colpo sicuro dentro una porta e poi dritti e poi ci arrivi.

Nota per la ATB: in realtà solo un ringraziamento, per il fatto di suggerire così amabilmente di farsela a piedi se disgraziatamente si dovessero tirare le 23.30. E il ringraziamento si allarga a chi ha deciso che la proiezione del film dovesse cominciare alle 21.30.


Escursione termica

Fa freschino, in Olanda. Che non è male, se l'alternativa è graticolarsi come si fa in Italia, ma a ripensarci forse ha il suo valore, andare al mare senza impermeabile...

Eh già, perché piove anche. Piove, pioviggina, scroscia, alluviona. Che alla fine o non fai nessun programma, o li fai sbattendotenedel tempo. Piove? Sei nizzo come una patella su uno scoglio? Non è vero, è falso. I tuoi occhi devono vedere sempre e comunque sole. Squish squish? Inganni, illusioni. Entusiasta, a bracciate (ma non provenendo dal mare) dirigiti alla spiaggia per prendere la tintarella.


Biciclette

In Olanda si viaggia in bicicletta. Oppure si rischia la vita su una bicicletta a noleggio con i bulloni della ruota davanti allentati, la cui catena salta e i cui raggi della ruota posteriore non sono tutti al loro posto. Oh, e poi grande l'idea di una bicicletta che frena se pedali all'indietro. Comoda. Ti ammazzi, o cambi sesso all'improvviso, ma comoda.


Orari

E' reato entrare in una Teehuis (Tea House) e chiedere del té, alle 9 di sera. Non te lo fanno. Proposta: fate il cartello dinamico, che a una certa ora cambia nome. Non so, mettetevi a vendere scarpe, la sera.

Alle 9 in certi locali smettono di fare da mangiare. Io mi chiedo cosa possa succedere a qualcuno che alle 10 di sera, per un motivo o per l'altro, non ha ancora messo sotto i denti nulla. O è un'idea troppo improbabile a concretizzarsi e mi sto facendo delle pare? In Olanda ci dev'essere quindi un marchingegno magico che impedisce che lo stomaco di chiunque sia vuoto dopo le 9 di sera, ecco.

Come giustamente ha osservato il nostro estemporaneo amico messicano, che ha atteso fino alle 12 l'apertura di una Pancake Bakery ad Amsterdam: "Pankaces at 12... why not for dinner, then?".


Italiani

Non c'è niente da fare, siamo riconoscibili. Ma dopo una dura lotta intestina si è riusciti a deviare su un ristorante indiano, quando la maggioranza stava cedendo alle lusinghe della Pizzeria Caruso (uè uè). La cucina indiana spacca, e l'autore s'è innamorato della cameriera. Quindi prossimo viaggio India.

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Sat, 29 July 2006, 19:53

Chiusi per fiere

"...non lascerà forse egli tutta l'asse da stiro, per andare a cercare quell'unico paio di pantaloni che si sono perduti?"


Qui si parte. Si sta ancora cercando col lumino due paia di pantaloni che dovrebbero esserci ma non ci sono, si sta nel frattempo stirando tutto il guardaroba della Famiglia Reale Britannica (scusi sora Elisabetta, che ne sapevo che si bruciava già con la stirella sui due pallini?), si sta predisponendo il supporto tattico informatico in casa (eee, faccende...), insomma s'ha ancora da fare ma il giorno fatale è quasi giunto. Per nove giorni navigheremo lontano da qui.

Giustamente, prima di partire s'è voluto assaporare qualcuna delle quotidiane rotture di balle di cui non si sentirà la mancanza.

Come la signora F., che dopo anni oggi ho provato a risalutare, e subito ha cercato di assegnarmi un qualche favore gratuito, trovare delle viti di un fax o qualcosa del genere, in virtù del fatto che sono "del ramo".

Come la signora R., che odia la vita tranquilla, ma non solo per sé, anche per chi le sta vicino.

Come una ##### di scheda madre probabilmente torda, o 3 moduli di ram difettosi, al ritorno sceglierò (ho capito cosa NON comprare su ebay).

Come la telefonata che devi fare e invece rimandi rimandi rimandi, e "oh, ormai è tardi" e non la fai.

Come l'accidente che ti è venuto per l'aria condizionata, e che ti rende estremamente difficoltoso parlare, sicuramente più che tossire; altrimenti chissà quanti vaffanculo e santi avresti tirato giù in giornata.

Come il pensiero che non sai quel che trovi, ma sai quel che lasci; e quel che lasci forse non sarà nulla di eccezionale, ma le sue gemme di bellezza, di tenerezza ce le ha anche lui. E poi sarà lì, ad aspettarti pazientemente, pronto a ributtarti nella mischia al tuo ritorno, come se non gli fossi mancato.

E adesso, strada al timore sacro di dimenticarsi lo spazzolino.

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Sun, 23 July 2006, 17:01

Un giorno venne l'idea a qualche coglione di Trenitalia di dire: "Oh, bene, ora per salire su un InterCity ci va la prenotazione obbligatoria".

Cosa successe? Successe che i viaggi molto gettonati finivano sempre i posti. E così il viaggiatore era costretto a prendere il treno dopo, oppure prenotare un posto sul treno dopo, MA prendere lo stesso il treno che s'era prefissato, tenendosi pronto a vendere cara la pelle col controllore rompiballe. Inutile ragionare dell'effetto domino della cosa... immaginatevi il treno dopo, prenotato all'orlo ma che parte semivuoto.

Un altro coglione di Trenitalia, comunque, decise che forse non era stata una grande idea rendere obbligatoria la prenotazione; ed è così che adesso è possibile di nuovo salire su qualsiasi treno, con il sovrapprezzo della tariffa Flexi. Sarebbe a dire: non ti garantiamo che ti potrai sedere, e ti facciamo pure pagare di più.

Ma non è tutto. Nelle biglietterie automatiche è SEMPRE NECESSARIO indicare di voler prenotare un posto su uno specifico treno, ANCHE se si vuole un biglietto Flexi. E se i posti sono esauriti su quel treno, non avrete il biglietto. Stesso metodo di sopra, fingete di voler viaggiare su un altro treno.

Io mi profilo uno scenario in cui tutti i treni saranno prenotati fino al 2008, ma viaggeranno sempre vuoti.

Viva il monopolio delle teste di cazzo.

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Mon, 10 July 2006, 23:31

E a chi l'ha trovato, ma nel posto e nel momento sbagliato.

Non siete in errore. La ricerca vale il vostro tempo, la posta in palio vale la vostra puntata. Potreste non vincere mai, ma ciò NON significherebbe perdere sempre; una sconfitta sarebbe invece l'abbandono, il ripiego, l'autoillusione. Non è forse illusione l'amore, domandate? Vero, cari lettori che usufruite della chiamata parapsicologica in trasmissiome, ma è un'illusione più forte di noi, è un enigma che non possiamo decifrare - e se vi riusciamo, non è ciò che stiamo cercando.

Amore. Il suono di questa parola è l'onomatopea di un bacio sulle labbra; del sommesso richiamo disperato, della presa di coscienza di un uomo solo nel buio di una nuda collina stellata; ha la stessa dolce leggerezza di un bambino che in braccio a sua madre comincia farsi una ragione di avere tutto un nuovo mondo da scoprire. E noi nella vita vogliamo qualcosa di meno? Oh, no, signori, no. Noi vogliamo tutto, nella vita, e non sarebbe tutto se mancasse la cosa più bella.

Non mi si fraintenda. Di amori con la a maiuscola se ne sono avvistati a milioni, a stormi, a frotte, a banchi; mere illusioni gnoseologiche, prosciutti negli occhi filosofici o per meglio dire ormoni, convenzioni sociali e false convinzioni a iosa. Il concetto di amore è soggettivo, per cui a ciascuno il compito di cercarlo, individuarlo, e abbatt... e conquistarlo.

Torniamo coi piedi per terra, e per la precisione al titolo-dedica. Ci sono persone che vogliono tutto oppure niente. Sono coloro che mi va di elogiare stasera, ma non crediate che non ci voglia coraggio per fare qualsiasi altra cosa: anche il coraggio è soggettivo, e ogni uomo sulla faccia della terra ha le sue occasioni per essere, magari inconsapevolmente o anonimamente, eroe. Che culo, essere eroi in un film che non verrà mai distribuito nelle sale. Sto per caso divagando? Sì? Dev'essere l'alcool: non ne ho nemmeno un po' in corpo. A meno che lo zucchero che costituisce la mia infinita dolcezza non... oh, ecco l'effetto di non scrivere da troppo tempo... stavo dicendo?

Pare un marchio d'infamia essere soli. Non è solo il fatto di non avere nessuno da paciugare se siete in vena di paciughi, ma c'è anche un senso di colpa per la propria solitudine: "la società degli uomini vuole che io abbia una compagna, questo s'aspetta da me e io la sto deludendo". E così che trovi una massa di cretini che si sposa troppo presto, travisando completamente i propri sentimenti, il proprio compito, e non ultime le proprie aspirazioni. E magari non se ne rendono conto e vivono felici e contenti fino alla morte. Qual è allora la differenza con chi fa ciò che vuole veramente fare ed è felice per questo? Assolutamente nessuna. Anche la coscienza di sé e la felicità sono soggettive.

Eppure mi voglio sciogliere dal vincolo che mi autoimpongo, dell'inutilità dei giudizi in quanto inapplicabili al di fuori del proprio giardino, indipendentemente da quante tinteggiate diamo alla nostra casa per farla somigliare a quella altrui: voi che preferite la solitudine piuttosto che cedere a illusioni minori, piuttosto che sentirvi prostituiti a qualcosa in cui non credete, piuttosto che rischiare di offuscarvi la mente con cose che altrimenti vi sembrerebbero sciocchezze. Voi... forse sbagliate. Forse state solo inseguendo un'illusione d'illusione, state cercando di aprire una matrioska senza fine (e poi che ve ne fareste dell'ultima bambolina piccina picciò com'è? A parte renderla protagonista di scurrili giochi verbali?). O forse... no. Forse fate bene. Forse fareste bene anche se foste nel torto. Potete avere l'aspetto di qualcuno più inadatto di altri alla vita, ma è solo la condanna dei pesci (o degli ippopotami, per fare forse un esempio più calzante, e fin simpatico -_-) fuori dall'acqua; se li metti in acqua, che andare, signora mia, che andare! In padella ancor meglio, dirà qualche buongustaio del pubblico, ma al buongustaio ricordo l'alternativa del cavallo di fiume, che in padella, almeno intero, non ci sta.

Forse un giorno vi ritroverete in un letto... di fiume, e farete vedere a tutti come sapete nuotare bene. Meglio di quanto voi stessi crediate. Forse.

(come mio solito una parte del discorso che volevo sviluppare non si inserisce da nessuna parte; ma è un bene, è sempre un bene quando succede...)

(commenti come "prooooooot" e "mbof" saranno considerati perfettamente leciti)

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Questo blog è online dal 30 giugno 2004, e va già bene che se ne sia accorto il suo autore.

Molto di quello che troverete qui è di produzione del signor StM; il quale, tuttavia, non disdegna di portare di tanto in tanto all'attenzione del pubblico frammenti di opere altrui, un po' come si fa con gli ospiti stranieri famosi invitati per dare l'estrema unzione al Festival di Sanremo. In ogni caso, badate sempre bene a citare fonti e autori di quello che spargete in giro e andremo d'amore e d'accordo.

Pur mancando questo blog di un meccanismo di tagging dei post, potete ritrovarne molti catalogati (manualmente) qui, o nelle specifiche sezioni del sito.

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