ATTENZIONE! Questo sito si è trasferito all'indirizzo stm.sottosuolo.org, e presumibilmente non riceverà più aggiornamenti!

Torna alla homepage

Mr. StM's blog

[ Back ]

Mon, 11 July 2005, 19:56

Chiardiluna

Quanto ci sarebbe da dire, sugli infiniti modi possibili di vivere la notte...

C'è chi dorme e chi invece va a pescare; c'è chi ugualmente non piglia pesci, restando sveglio solo per illudersi che il giorno possa essere più lungo, e chi vorrebbe tanto affondare sotto le coperte, ma non può, o non riesce: un esame, un problema, un amore...

Anche il posto è importante: la notte a casa è diversa dalla notte in giro per la vostra città, che è diversa dalla notte in un locale, che è diversa dalla notte quando siete chiusi in un posto da tanto tempo che non sapete se fuori è notte o giorno.

Ma la notte più diversa di tutte è quella lontano da tutto e da tutti, da soli con sé stessi e le stelle, e magari la luna. A dire il vero, la luna cambia molto la situazione: se c'è un bel tondone luminoso in cielo, non ci crederete, ma si vede quasi come se fosse giorno e si può andare tranquillamente a spasso; se la luna non c'è, lo spettacolo celeste è sicuramente più avvolgente, vertiginoso, tra l'altro potete stare col naso all'insù che tanto non cambia nulla, la facciata prima o poi la date comunque... ecco, avete capito il problema.

Non è strano sentirsi piccoli e insignificanti, sotto il cielo stellato. Tenere la mano di qualcuno nella tua può aiutare, ma a volte non basta. Perché, per quanto in compagnia, senza il tetto azzurro sopra di noi che di giorno limita il vagabondaggio dei nostri pensieri siamo comunque soli di fronte all'ignoto, o alla ben troppo nota nostra coscienza, che da lassù ci guarda sorniona o corrucciata.

Diversi anni fa, parecchi invero, amavo passare buona parte dell'estate in solitudine nella mia cascina. Solitudine relativa, perché c'erano dei vicini (e avevo due amiche). Quando stavo lassù mi sentivo un ragazzo diverso... e quanto cambiava la giornata solo per il fatto di alzarsi alle 7.30 (senza impostare la sveglia) e fare una abbondante colazione a base di pane, burro e marmellata! Buona parte dei libri che oggi mi posso pavoneggiare di aver letto li ho letti in quelle estati, in cui la lettura era il mio svago (ma anche impegno) principale. Era il mio piccolo paradiso terrestre, una specie di età dell'oro, uno di quei bei periodi delle nostre vite che non ci sono più ma che ti rimarranno sempre.

Di quella cascina mi rimarrà anche il ricordo delle uniche albe fatte come si deve cui mi sia capitato di assistere. Boh, direte voi, che cosa c'è di speciale... ma niente, niente di speciale, succede tutti i giorni... ma voi quante volte siete stati lì a verificare che tutto fosse regolare, EH? Cosa ne sapete voi che il sole non si sveglia in ritardo e recupera il tempo perduto con un balzo? Non fidatevi di nessuno! Mai!

Succedeva così, senza pianificarlo. E credo non fosse colpa del gallo... semplicemente, verso le 5 mi svegliavo e non avevo voglia di tornare a dormire. Mi alzavo, mi lavavo (c'era un unico lavandino per tutto... be', no, c'era anche il gabinetto, che credete?), mi vestivo, e uscivo di casa. Sedersi sull'erba intrisa di rugiada non era una cosa saggia, ma nessuno ha mai detto che si debbano fare solo cose sagge, a questo mondo. E se l'ha detto ha detto una *fanfalucca*.

Una mattina, era quasi settembre, ho potuto vedere uno spettacolo che ho ancora stampato nelle pupille. Niente di speciale, certo, sempre solo il fatto che mai (o più) nessuno le sta a vedere, queste cose. C'era un cielo con la luna piena al culmine del suo tragitto... il sole sarebbe sorto di lì a un'ora, ma pareva già giorno; poco più in là, Orione che valorosamente pugnava per resistere alla famelica luce che si faceva sempre più invadente; e infine, per una manciata di attimi, ecco insieme nel cielo i due cacciatori e il Dio, reclamante il suo trono (leggendo una delle versioni del mito di Orione mi è venuto quasi da pensare che è esattamente quello che ho visto io...). E poi il giorno. Benedizione, o illusione quotidiana, come volete.


- - -


Due anni fa ho scritto questo racconto, ispirandomi alla "Notte stellata" di Van Gogh, come previsto dal "Backstage Contest" organizzato da Simone "Karat45" Tagliaferri sul forum di TGMOnline. Al momento non trovo più traccia del documento in cui aveva raccolto tutte le opere in concorso, ma quando lo troverò ve lo linkerò, perché c'erano delle perle (al massimo ho il topic salvato in locale). Ne avrei di cose da dire su quello che ho scritto... ma preferisco lasciare tutto nel confuso mondo della fantasia.


- - -

Racconto di una notte stellata

[image]



Sono voluto tornare qui perché è questo l'ultimo posto a cui i miei occhi siano mai stati grati. Dopo aver lasciato questa collina, dopo aver respirato questo cielo, troppe ferite li hanno insanguinati: dapprincipio ferite condivise dal cuore, poi questa definitiva ferita che loro soli hanno dovuto sopportare.

Buio.

Per anni ho vissuto nel buio. I miei occhi non vedevano, e le mie orecchie non volevano sentire. Non potevano sentire, non avevano la forza di credere a quello che sentivano.

Poi venne Berenice.

Ed è strano ch'io incontrassi proprio il suo nome sulla mia strada. Il suo nome, il suo profumo di regina e i suoi capelli corti. Chissà che non li abbia tagliati perché io potessi tornare. Forse mi conosceva prima ancora che ci incontrassimo.

Mi aspettava.

Io, invece, non mi aspettavo lei. Avevo sentito troppo, il mio cuore era di ghiaccio e la mia umanità sembrava aver seguito la sorte delle mie lacrime, che non potevano più rigarmi il viso; l'odio aveva preso il sopravvento, ed aveva ereditato da me quel triste scherzo che il destino mi aveva giocato: era cieco.

L'amore di Berenice era più cieco del mio odio.

Non capii mai perché mi avesse scelto: poteva salvarne mille altri. Salvò me. Forse aveva potuto scrutare nel mio cuore perché non potevo difendermi dalla sua dolcezza. Mi avevano insegnato a rispondere violenza alla violenza, ma all'affetto non sapevo cosa rispondere.

Fui vinto.

Una sera mi chiese di fidarmi di lei. Mi abbandonai al silenzio che mi aveva prescritto, e mi feci condurre dalla sua mano per un tempo che mi sembrò tanto lungo quanto meraviglioso. I profumi mi raccontavano sempre più delle mie notti da ragazzino, quando mi svegliavo di soprassalto, troppo tardi per evitare di rimanere intriso di rugiada...

Berenice tolse il panno, e potei sentire di nuovo.

E sentii. E vidi. Rividi nei suoni quel cielo stellato che mi ricordavo: nel vento che dalla lontana oscurità mi sfiorava le gote, nel luccicare dei grilli, nel frusciare infinito di mille scintillii...

E nei silenziosi baci di Berenice.

Nel mio cielo stellato si diffuse la calda luce lunare di un corpo di donna. Lo baciai e ne fui baciato, la luce e l'ombra si abbracciarono. Lo possedei e ne fui posseduto, e le stelle trasudarono passione.

La protessi, e scoprii che mi protesse, facendomi rinascere a nuova vita.

Avevo dimenticato la violenza, e un piccolo cuore battente mi consolò di tutto quanto.

Da allora sono successe tante cose, ma più nessuna è riuscita a strapparmi l'amore che Berenice così dolcemente mi aveva donato. E ora sono di nuovo qui. Questo profumo di erba notturna fa ormai parte di me, arrivo a distinguere le stelle stelo per stelo. Che pace.

Finalmente, che pace.

Comments:

No comments yet.

 
Your comment:
Name: E-mail or Homepage:  
Guess the letters and numbers
(passphrase riddle)
--
0 chars before W
,
(??? * 5) = 35,
((??? - 8) - 10) = -10
and
2 chars before H,
"B",
→ retype that here
Questo sito non è più mantenuto, e pertanto i commenti sono disattivati (il captcha darà sempre errore). Dirigetevi al sito stm.sottosuolo.org se volete commentare o contattarmi.

Questo blog è online dal 30 giugno 2004, e va già bene che se ne sia accorto il suo autore.

Molto di quello che troverete qui è di produzione del signor StM; il quale, tuttavia, non disdegna di portare di tanto in tanto all'attenzione del pubblico frammenti di opere altrui, un po' come si fa con gli ospiti stranieri famosi invitati per dare l'estrema unzione al Festival di Sanremo. In ogni caso, badate sempre bene a citare fonti e autori di quello che spargete in giro e andremo d'amore e d'accordo.

Pur mancando questo blog di un meccanismo di tagging dei post, potete ritrovarne molti catalogati (manualmente) qui, o nelle specifiche sezioni del sito.

Collaboro a:

Ars Ludica

Blog personali che leggo/consiglio

Babbo Natale ormai non deve dimostrare più nulla
Blog Stanco
Che te lo dico a fare?
Emack
gianky.com - blog
gls blog
Il blog della madama
Il Blog di Obi-Fran
Maelstrom
Maya's Blog
Myhar: soliloqui e pippe mentali
Nicola Mattina Blog
Parole e Presepi
s l o w c o r e
TLUC ... Blog
Uccidi un grissino: salverai un tonno...

Blog di informazione, cultura e dintorni

attivissimo.blog
ecoblog
MANTEBLOG
MicheleM Web Log
Quelli di Zeus
Salam(e)lik, già Sherif's Blog
Trashfood

Blog genericamente *belli*, spassosi, insomma i MUST READ

"A" come Ignoranza
Come un romanzo
Il blog di eriadan
Il porco trio
personalitaconfusa
Visioni Binarie - di Alice Avallone (originariamente qui)

Blog a caso

Ciccsoft
Genova e dintorni blogger's corner

Nei commenti sono (forse) riconosciuti i seguenti tag:

[b][/b], [i][/i], [u][/u], [url]indirizzo[/url], [url=indirizzo]nome[/url], [img]indirizzo[/img].

I commenti non possono superare i 3000 caratteri.

(I post precedenti al 25 luglio 2005 non sono indicizzati)