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Mr. StM's blog

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Thu, 15 September 2005, 00:00

[Pomerania] Pomerania, declino e leggenda

Articolo inizialmente pubblicato sulla forumzine Io TGM di luglio 2005.

Post precedenti sulla Pomerania:
-[Pomerania] Il FaGianni - Introduzione
-[Pomerania] Parte 1: Introduzione - Al FaGianni i Lemmings fanno un baffo
-[Pomerania] Parte 2: La campagna è quel luogo dove i fagianni scorrazzano crudi
-[Pomerania] Aggiornamenti vari sulle conquiste scientifiche pomerane


Pomerania, declino e leggenda

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La Pomerania, come Mu e Atlantide, come la civiltà dell'Isola di Pasqua, come le creme bigusto alle nocciole decenti, non è più. Sorpresi dall'eruttare del vulcano spento da secoli, il Monte Fagiolone, i pomerani l'hanno prima zittito con un peto mandandolo a mugolare in un angolino per manifesta inferiorità, e poi tuttavia assecondato prendendo armi e bagagli e trasferendosi in massa in Lapponia. E così la Pomerania è ancora lì, intonsa, come i pomerani l'avevano lasciata; ma il Monte Fagiolone potrebbe riprendersi da un momento all'altro, e fagocitare tutto in fiumi di lava. I pomerani, da sempre abituati a fare buon viso a cattivo gioco, gli augurano un buon appetito e soprattutto buona digestione.

I lapponi sono stati felicissimi di accogliere i pomerani a braccia aperte, come fratelli.

Come fratelli di Abele.

Per il momento l'integrazione è ancora in alto mare, sul suo gommone sovraffollato di sostantivi politically-correct, perché le differenze culturali tracciano un solco ancora insanabile: ai lapponi il pinguino piace nature e giocoso, e ai pomerani piace insaccato e immobile; i lapponi apprezzano la DIGA e i pomerani venerano la MANIOCCA; ciascuno dei due popoli, un po' come la faccenda della borraccia tra Coppi e Bartali, rinfaccia all'altro le peggio nefandezze e la camminata rasente ai muri è ormai d'obbligo per tutti *.

Come sempre, quando c'è da costruire un ponte tra due civiltà arriva in soccorso la cultura. La difficoltà di convivenza è sicuramente generata dalla scarsa conoscienza che ciascuno dei due popoli ha dell'altro, ed è qui che interveniamo noi, uomini di scienza. In questo articolo, sponsorizzato dal Circolo degli Esagoni Quadrati, parleremo di come nacque la grande nazione pomerana, incalcolabili secoli fa.


La leggenda di Aloysius Pomer

La terra che, affacciandosi sul Mare del Nord, mostra il didietro agli stati continentali (che per fortuna non hanno mai pensato di buttarla di sotto, o peggio), un tempo era così invivibile, ma così invivibile, che i distributori di Coca Cola in quella terra erano distanti due ore di camminata uno dall'altro. Fu allora che il rampollo di una nobile casata di fresatori di dentifrici dell'opulenta Europa, i Pomer, si rese conto che dopo l'Aqua Fresh nulla sarebbe stato più come prima nel campo dell'igiene intima, e decise di mettersi in spalla il fagotto e lanciarsi all'avventura.

Aloysius Pomer non brillava né per intelligenza né per prestanza fisica, ma aveva un... cuore, sì, un cuore enorme, gigante, lunghissimo ( o_O ). All'inizio, camallarsi** sulle spalle il suo strumento a fiato a doppia ancia da due metri e mezzo su e giù per le montagne, dentro e fuori dai boschi, fu una faticaccia. Quando, col tempo, scoprì che un fagotto solista era importante per le popolazioni che incontrava tanto quanto la muffa che si forma nei barattoli di marmellata pure ermeticamente chiusi PORCACCIADIQUELLAMISERIA, ora respirate, ancora, ancora, decise che era tempo di abbandonare la carriera musicale per buttarsi nel business dell'elemosina.

Fu il giorno che un distinto e generoso signore dai tratti orientali gli adagiò sul cappello (peccato che ce l'avesse ancora in testa) una moneta di sale da 150 chilogrammi, che Aloysius ebbe l'illuminazione: egli sarebbe diventato il padre di una nazione. Seguendo una voce che gli veniva da dentro, Aloysius si diresse verso nord-est con un rotolo della sua carta igienica preferita sotto braccio; caso volle che si fermasse proprio in quella terra che dà sul Mare del Nord, a un'ora precisa di camminata dal più vicino distributore di Coca Cola, in un luogo dal nome curioso di "ponte di Baracca". Lì, Aloysius Pomer pose la prima pietra di quel che sarebbe diventato il castello della capitale pomerana; purtroppo non il SUO castello, poiché immediatamente dopo fu dilaniato da un branco di lupi feroci.

Era, questa, la leggenda di Aloysius Pomer.


Note:
* = un team di ingegneri civili inglesi non per nulla si è accampato in Lapponia per indagare su come l'usanza di camminare rasenti ai muri influenzi i sensi di marcia.
** = "camallarsi" è un termine pomerano che significa "trasportare a mano".

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