Mr. StM's blog
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Wed, 08 March 2006, 22:17
"So, what are your hobbies?"
E, non da meno, "What do you do for a living?". La lente anglosassone per conoscere e giudicare le persone: quello che esse fanno. Noi crediamo di imparare solo l'inglese, la lingua, ma ecco che ti entra dalla finestra anche il loro modo di pensare: tu sei quello che fai. Tra l'altro sono gli unici a cui sembra interessare che piffero fai nel tempo libero, quando devono decidere se assumerti. Mah.
In realtà, d'accordo, anche imparando altre lingue si capita nel discorso "hobby", e mi sto solo facendo dei viaggi per sembrare arguto. Tanto non mi andava di approfondire.
La faccenda degli hobby come argomento di discussione, inglese o non inglese, mi ha sempre irritato. Sarà (è) che non sapevo mai che cosa dire. Che *cosa* potevo dire? Che mi piaceva... usare i computer? Tra l'altro senza produrre nulla di particolare, quindi senza nemmeno poter dare una parvenza di hobby. Cos'ho fatto io per anni? Sono stato impegnato ad essere, a diventare, ma vallo a spiegare.
Per un po' ho potuto cavarmela tirando fuori che andavo in bicicletta, o che mi piaceva leggere... col tempo quel "leggere" è diventato quasi solo "leggere fumetti", la cosa che leggo di più (e si vanno accumulando pure loro...), ma mi sono perlomeno sentito in diritto di aggiungere anche "guardare film e di tanto in tanto andare al cinema"; poi varie manifestazioni di Internet Addiction Disorder, che non ho mai provato a spacciare per hobby - anche se hanno per lungo tempo monopolizzato (e gratificato) la mia intelligenza e la mia creatività.
Nell'ultimo anno il miracolo: mi sono sentito improvvisamente giustificato a dire che mi piace scrivere, disegnare, nonché (senza pretese) fare foto. Improvvisamente, mentre compilavo il mio curriculum, ho scoperto di avere degli hobby e di poterne parlare senza sentirmi obbligato ad inventare frottole per blandire l'interlocutore (che, poverino, altrimenti si preoccupa e ti rompe le ba... e vuole rassicurarsi che tu abbia comunque dei buoni motivi per non tagliarti le vene dei polsi una volta terminata la conversazione con lui e dategli le spalle). Ho degli hobby e li ho scelti perché mi andava, non per avere qualcosa di cui parlare. Sono hobby a livello paurosamente dilettantistico ed embrionale? Chissenefrega, ci sono e sono qui per restare a lungo - ho tempo per farli diventare qualcosa di più.
A sproposito... devo fare un po' di auto-analisi per capire se varrebbe la spesa pigliarmi una bicicletta nuova, e ricominciare anche a spedalacchiare. Una delle scuse per essere atletico come una lumaca spiaccicata e secca era questa, che la mia biciclettina presa quando ero dodicenne ormai non ce la fa più (e vorrei vedere). Credo di sì, che me ne farò regalare una per il mio -gulp!- venticinquesimo compleanno (è stata già data disponibilità). Evviva.
Ancora più a sproposito... volevo regalarmi un viaggio, per il mio compleanno. Sapete, son 3 anni che non mi schiodo da qui, se eccettuiamo alcune fugaci scappate qua e là. Eh, sì, forse scoprirò che mi piace anche viaggiare (in realtà è una cosa che ho sempre temuto... ho sempre temuto di essere affetto dalla sindrome di Knulp).
Più a sproposito di così si muore... in effetti non disdegno di innamorarmi, ogni tanto. Ma non lo scriverei, in un curriculum.
P.S: si ringrazia il DJ Lucea per aver consigliato la colonna sonora che ha accompagnato la stesura di questo post.
Comments:
DJ Lucea, Sat, 11 March 2006, 12:08
:$