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Mr. StM's blog

 

Tue, 11 April 2006, 01:21

Vi prego, silenzio

Era perfettamente inutile che ne parlassi nei giorni scorsi. E' perfettamente inutile che commenti ora. Il risultato di queste elezioni fa un po' schifo, e credo possa essere un giudizio bipartisan. Lasciatemi solo prendere per i fondelli chi si esaltava per la mega vittoria dell'Unionulivo quando erano stati scrutinati 9000 seggi su 60000, per la Camera. Gonzi.

Era perfettamente inutile che mi impegnassi qui sul brocco nel fare propaganda per il mio partitello preferito, perché è il partitello preferito da un sacco di gente in rete, gente generalmente fatta con lo stampino - un certo tipo di cultura, di idee, di atteggiamento verso la politica e la vita civile. Non si faceva altro che dirsi a vicenda quanto si fosse furbi e intelligenti, quanto fosse bello votare un partito che prendeva voti da tutta questa bella gente. Aha. Non contiamo un cazzo, bella gente. E per giunta passiamo per quelli che si sono aggregati alla spedizione punitiva mangiapreti, solo per essere kontro. Ci manca solo che cambino schieramento e siamo a posto; ma io ho messo in conto l'eventualità. Non so voi.

Già, è un risultato del menga perché basta mescolare le carte e - op-là! - cambia tutto. E' perfettamente inutile che commenti, come ho detto, ma lasciatemelo fare lo stesso, perché ho qualche cazzata arretrata da dire di cui i miei fans sicuramente si sentivano orfani. Un po' come io mi sento orfano di fans, quindi so cosa vuol dire quella sensazione di incompletezza che vi portate dentro.

Intanto volevo chiedere al mondo perché io non conosco nessuno che vota Forza Italia. Mioddìo, sono così fuori dal giro che conta? Che conta i soldi, dico. Perché quel 20% di italiani lì fa i propri interessi, il che mi riempie di gioia per la presenza di questa enorme massa di classe imprenditoriale che assicurerà un futuro luminoso al nostro paese. Un imprenditore per ogni 4 boccia! Altro che forbice marxista, qui gli imprenditori la classe operaia se la mangiano in quattro soli bocconi!

Ah, già, c'è chi non è andato a votare, quel 16% di paria a cui in fondo in fondo non si possono dare tutti i torti. Piuttosto che votare senza sapere, o voMItare, che non votino. Molto responsabile da parte loro. (Poi ci sono persone fortunelle a cui il voto è stato reso molto arduo).

La caxata magna che vi volevo dire però è che: la dovete piantare di far ruotare la politica italiana intorno a Berlusconi. Ogni squitta che fa diventa diarrea di elefante. Basta. La storia dei *coglioni* ha generato un moto spontaneo di orgoglio negli elettori di sinistra, forse ha anche spostato dei voti (ok, sono uno stupido illuso idealista, ne avrà spostati 2), ha in definitiva smosso qualche animo in una maniera che fa... tenerezza; gente che ha perso del tempo della sua vita a stampare magliette, a ostentare con orgoglio la propria fede politica. E' apprezzabile tutto questo, davvero, ma ragazzi, stiamo perdendo di vista una cosa: questa non è politica. Guardate cosa state facendo, cazzo: state correndo dietro al bastone lanciato da qualcuno, per riportarglielo indietro e rimproverargli "per questa volta te l'ho riportato, ma non so mica se lo farò la prossima volta, stai in campana".

A me per questo sono sempre piaciuti i Radicali. Perché nell'era della televisione, in cui (forse per fortuna) non compaiono quasi mai, ancora paiono credere in una politica dei contenuti, delle idee, soprattutto delle idee esposte, condivise. Sai che sono un po' delle teste di minchia, ma lo sai, non te lo nascondono. Ti mandano il Cappato in televisione magari anche perché è un bell'uomo, ma soprattutto perché ha qualcosa da dire.

E adesso vi voglio mettere in guardia dalla propaganda mirata. Sempre di televisione si parla, quando si tratta di politica, e questo sarà valido ancora per molti anni. Come sta cambiando la televisione in questi anni? Bravi figlioli: sta morendo la televisione generalista e stanno fiorendo i canali tematici. Digitale terrestre, presente? Non so se il DTT prima o poi carburerà... io credo di sì, per i seguenti motivi; i primi due sono applicabili anche alla televisione satellitare, ma il terzo sarà peculiare di questa nuova tecnologia vecchia:

1) Ci sono interessi economici in ballo: decoder, schedine prepagate, abbonamenti. "No non faremo concorrenza a Sky" un paio di palle.

2) Ci sono interessi più o meno occulti per l'affermazione dei canali tematici e la cancellazione della televisione generalista. Perché? Divide et impera applicato alle tecniche pubblicitarie. La possibilità di delineare con una precisione mai vista prima il profilo dei telespettatori, nella veste di *consumatori* ma anche di *elettori*, ormai due aspetti sempre meno distinguibili.

3) Ulteriore selezione del telespettatore in base alla zona. Il DTT rispetto al satellite permette la creazione di canali su scala locale. No, non i canali locali generalisti di adesso, ma canali locali tematici. Questo crea un canale privilegiato di comunicazione, dove forse la politica ("politica") può ritrovare un terreno fertile per blandire gli elettori, dando loro un'impressione di maggiore vicinanza rispetto agli austeri scranni di Roma Ladrona.

Ma ogni voto è buono, e se la televisione continua ad essere il mezzo privilegiato, bisogna riconoscere che ultimamente di blog ne son nati di belli e di buoni, eh? Per ora non mi illudo: specchietti per le allodole. Voi, cari colleghi navigatori, siete allodole. Finalmente la politica dei contenuti, eh? Certo, come no. Non che sia nuovo il fatto che i pensatori imbibinano il popolo mentre alle loro spalle qualcun altro "arraffa", intendiamoci... ma appunto rendetevene conto, non illudetevi che la rete sia la ricetta per tutto.

E pur con tutto ciò.

Vi prego, continuate a credere nelle vostre idee, se ne avete. Qualcuno di voi riuscirà a fare qualcosa di straordinario, ne sono certo.

Perché non ho detto "noi"?

Perché io sto ancora lottando per fare qualcosa di ordinario. Sono molto, molto indietro. Mandatemi una cartolina, tutt'al più.

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Sun, 02 April 2006, 15:39

Il viaggio di ritorno del signor Agave

Il signor Agave è stanco; ha avuto una settimana dura, stressante, e ormai l'una è passata da un pezzo. Questa serata tra amici ci voleva proprio, ora è appagato e rilassato, e si potrà fare una dormita come ormai sognava da giorni. La strada è sgombra, e nulla lo distrae dal pensiero del letto che lo aspetta festoso e scodinzolante a casa... dormire... non c'è abbraccio di amante che sia più dolce.

Scollinando verso il suo paese, il signor Agave incontra un'improvviso banco di fitta nebbia; cosa in effetti normale, per la quale anzi il suo paese è fatto spesso oggetto di scherno - "Solo la nebbia! C'avete solo la nebbia...". Inconsciamente il signor Agave ha rallentato, a causa della visibilità ridotta; quando, dopo qualche istante, ha riflettuto come la presenza della nebbia avrebbe dovuto indurlo a diminuire la velocità, ha potuto compiacersi di averlo già fatto... gran congegno, il cervello.

La nebbia è l'anticamera del sogno. Ma il signor Agave non ha il tempo di rifletterci, perché se ne trova all'improvviso fuori, risvegliato dallo stordimento che si stava impossessando di lui. In fondo devo guidare e dormirò a casa, ragiona, ma che bella sensazione era... ricordi d'infanzia e d'ovatta.

Il signor Agave lancia uno sguardo allo specchietto retrovisore, per identificare la forma del batuffolo di acqua condensata che l'aveva nascosto fino a poco prima; ma l'attenzione del signor Agave viene catturata una piccola figura scura, appena uscita anche lei dal banco di nebbia, e avanzante stancamente sulla strada. Non ha il tempo di identificarla, il signor Agave, perché si ritrova senza accorgersene di nuovo circondato da una coltre bianca di acqua buia. Ritorna il pensiero al meritato riposo, ai sogni, a quegli abbracci affettuosi che nessuna donna sa fare bene come le coperte.

Non dura molto nemmeno questa volta, il bianco; il signor Agave è presto di nuovo fuori, prima ancora di potersi infatuare di questo nuovo amore spezzato. Non manca molto per arrivare a casa, anche se forse non ha bene presente dove si trovi esattamente... tutta questa nebbia...

Nello specchietto retrovisore intravede nuovamente la figura scura che aveva visto uscire dal banco di nebbia precedente, e di cui s'era già dimenticato. Più vicina di prima, strano. Ma no, non è strano: nella nebbia il signor Agave è costretto ad andare piano, e molti animali in corsa possono raggiungere velocità piuttosto elevate. Chissà perché si è messo a correre, però.

Il signor Agave capisce di avere smesso di pensare al suo letto. Capisce anche che, non si sa mai, forse dovrebbe indagare un po' su cosa sia quella cosa scura che lo insegue. Lo insegue, sì, e guadagna terreno. Ma forse non è il caso di stare a pensare. Accelerare è una scelta molto più saggia, nebbia o non nebbia. Il signor Agave crede di riconoscere un cane, o un lupo, nella figura che lo insegue; ma la sua galoppata gli sembra proprio strana, troppo decisa, addirittura disperata: come la corsa di un'anima dannata alla ricerca di un corpo, prima che la sua natura eterea la faccia dissolvere.

Mentre si maledice per essersi abbandonato a pensieri inquietanti e privi di fondamento, il signor Agave si ritrova di nuovo nella nebbia. Questa volta il cervello prende il sopravvento escludendo l'inconscio, e forza il piede destro a rimanere ben premuto contro l'acceleratore. In fondo queste strade le conosce, il signor Agave, e adesso l'adrenalina lo rende molto reattivo. Sto rischiando la mia vita per un cane che insegue le automobili come fanno migliaia di altri cani al mondo, cerca di ironizzare con sé stesso il signor Agave; per non parlare dei bulldog, che hanno il muso schiacciato perché inseguono le macchine ferme. Non ride alla battuta, il signor Agave... forse perché la conosceva già.

L'automobile esce dal banco di nebbia; è un attimo, e rientra in un altro. Il signor Agave in quel lasso di tempo non riesce a vedere il suo inseguitore, potrebbe anche averlo seminato. Ma l'ipotesi dura il tempo di sentire crescere dietro di lui il suono di un respiro affannoso e indemoniato. L'inseguitore è vicino, molto vicino. Il signor Agave si scopre a chiudere con la sicura la portiera della sua automobile, come se servisse a qualcosa. Non si sa mai, già.

Il signor Agave ha paura. Il respiro che lo insegue si fa sempre più forte, innaturalmente forte; il signor Agave vorrebbe turarsi le orecchie con le mani, ma sono poi gli occhi a dargli il dispiacere maggiore: uscito dal banco di nebbia, vede la sua paura riflessa nello specchietto retrovisore. Non è un cane, e non è un lupo. E' quel che sembrava fin dall'inizio, una figura scura; non ha altre caratteristiche, è solo paura allo stato puro. Paura. E fame. Ma fame di cosa, il signor Agave non lo sa.

Ancora un banco di nebbia. L'ultimo, pensa il signor Agave. Quella cosa che lo insegue è ormai a pochi metri da lui, e nel giro di qualche secondo lo raggiungerà. Il respiro della figura scura ormai sovrasta il rumore del motore dell'automobile, e il signor Agave ha finalmente identificato il rumore del suo scalpiccìo sull'asfalto... deve avere quattro zampe, dopotutto.

Poi il silenzio. E, uscito dal banco di nebbia, il signor Agave non trova più l'animale nello specchietto retrovisore. Ma sì, era solo un cane che insegue le automobili, che si è reso conto di essersi allontanato troppo da casa e si è fermato per tornare indietro.

Però è proprio strano. E se si fosse aggrappato all'automobile in qualche modo? Il sangue si gela nelle vene del signor Agave. Non potrebbe mai saperlo con certezza; o meglio, lo saprebbe solo una volta fermatosi e parcheggiata l'automobile: la bestia attenderebbe la sua discesa dall'auto per aggredirlo. Forse la cosa migliore sarebbe parcheggiare in un luogo frequentato; la bestia potrebbe scappare, oppure aggredire prima qualcun altro. Pensieri egoisti, ma il signor Agave non si sente in colpa nemmeno un po'. Poi riflette su quello che sta pensando e ritorna a considerare l'ipotesi realista del cane senza una vita sociale ammalato di questo tipo di autismo. Questa volta sorride, il signor Agave. Ma sì, che andava a pensare. E' stanco, ha visto male e probabilmente ha confuso il rumore del motore con qualcos'altro. Casa sua è alla fine del rettilineo che comincia dopo la prossima curva; arrivato in casa si farà una tazza di camomilla, e poi finalmente potrà affondare sotto le lenzuola ad archiviare questa serata tra le (poche) cose curiose che gli sono capitate nella sua vita.

Non ha tempo di provare di nuovo paura, il signor Agave. Non capisce cosa sia quell'ombra che gli oscura all'improvviso la visuale: se sia fuori, dentro, da dove venga. Non ha tempo di sentire dolore, il signor Agave: riesce a malapena a riconoscere, in pochi istanti, un'enorme bocca spalancata.

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Wed, 22 March 2006, 22:51

Ingegnerate

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Fri, 17 March 2006, 19:07

Maladies textuellement transmissibles...

Che io fossi malato un pochino si sapeva ("malato un pochino" o "si sapeva un pochino"? ...non peggioriamo le cose, grazie). Vi voglio parlare di quello che sta assumendo una rilevanza eccessiva nella mia vita: auto-mandarmi messaggi attraverso Google Talk.

No, non è la solitudine. La mia contact-list è sempre ricolma di bersagli papabili (ahr ahr ahr), di vittime tremanti che cercano di nascondersi dietro poco credibili messaggi di away (ahr ahr) o DND (ahr).

Non è nemmeno autismo. Per quello bastano le facce spettacolari che faccio (uhu) in giro magari senza rendermene conto, pensando a chissà cosa.

No, prendo appunti.

In Psi c'è il tastino "Show self-contact", che in questa immagine
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è l'ultimo a destra nella toolbar. Quel tastino rende disponibile l'"autocontatto", in questo caso quel "stmsat" che vedete. Cosa faccio io quando ho qualcosa da annotarmi? Doppio click su "stmsat", scrivo quel che devo, e invio. Dove trovo quello che mi sono appuntato? Ma ovviamente nella history delle chat in gmail di cui ho già parlato...

Poi per ritrovare i miei appunti clicco in gmail sull'etichetta "Self", che mi sono creato in modo che selezioni i messaggi di cui sono il mittente E il destinatario, et voilà. Sono diventato dipendente, è una droga.

Prima di trovare questo sistema usavo le bozze, sempre in gmail - ma non sono così immediate. In futuro mi aspetto un Personal Google Wiki, anche se in effetti c'è già qualcosa di lontanamente parente, sarebbe a dire writely (da poco acquisito da Google). E, ancora dopo, un Google Agenda mi pare obbligatorio.

Chiudiamo con due sciocchezzuole. Secondo voi perché il server Google Talk (verificato con netstat) mi risulta essere toolbar.google.com (e non talk.google.com)? E due: avete visto chebbella la barretta per fare ricerche con Google Blogsearch in questo blog (l'ho messa diverso tempo fa, comunque)? Blogsearch non è perfetto, mi pare si sia dimenticato qualcosa, ma rischia anche lui di essere maledettamente comodo.

E anche questo post è stato all'insegna della grande G...

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Wed, 08 March 2006, 22:17

"So, what are your hobbies?"

E, non da meno, "What do you do for a living?". La lente anglosassone per conoscere e giudicare le persone: quello che esse fanno. Noi crediamo di imparare solo l'inglese, la lingua, ma ecco che ti entra dalla finestra anche il loro modo di pensare: tu sei quello che fai. Tra l'altro sono gli unici a cui sembra interessare che piffero fai nel tempo libero, quando devono decidere se assumerti. Mah.

In realtà, d'accordo, anche imparando altre lingue si capita nel discorso "hobby", e mi sto solo facendo dei viaggi per sembrare arguto. Tanto non mi andava di approfondire.

La faccenda degli hobby come argomento di discussione, inglese o non inglese, mi ha sempre irritato. Sarà (è) che non sapevo mai che cosa dire. Che *cosa* potevo dire? Che mi piaceva... usare i computer? Tra l'altro senza produrre nulla di particolare, quindi senza nemmeno poter dare una parvenza di hobby. Cos'ho fatto io per anni? Sono stato impegnato ad essere, a diventare, ma vallo a spiegare.

Per un po' ho potuto cavarmela tirando fuori che andavo in bicicletta, o che mi piaceva leggere... col tempo quel "leggere" è diventato quasi solo "leggere fumetti", la cosa che leggo di più (e si vanno accumulando pure loro...), ma mi sono perlomeno sentito in diritto di aggiungere anche "guardare film e di tanto in tanto andare al cinema"; poi varie manifestazioni di Internet Addiction Disorder, che non ho mai provato a spacciare per hobby - anche se hanno per lungo tempo monopolizzato (e gratificato) la mia intelligenza e la mia creatività.

Nell'ultimo anno il miracolo: mi sono sentito improvvisamente giustificato a dire che mi piace scrivere, disegnare, nonché (senza pretese) fare foto. Improvvisamente, mentre compilavo il mio curriculum, ho scoperto di avere degli hobby e di poterne parlare senza sentirmi obbligato ad inventare frottole per blandire l'interlocutore (che, poverino, altrimenti si preoccupa e ti rompe le ba... e vuole rassicurarsi che tu abbia comunque dei buoni motivi per non tagliarti le vene dei polsi una volta terminata la conversazione con lui e dategli le spalle). Ho degli hobby e li ho scelti perché mi andava, non per avere qualcosa di cui parlare. Sono hobby a livello paurosamente dilettantistico ed embrionale? Chissenefrega, ci sono e sono qui per restare a lungo - ho tempo per farli diventare qualcosa di più.

A sproposito... devo fare un po' di auto-analisi per capire se varrebbe la spesa pigliarmi una bicicletta nuova, e ricominciare anche a spedalacchiare. Una delle scuse per essere atletico come una lumaca spiaccicata e secca era questa, che la mia biciclettina presa quando ero dodicenne ormai non ce la fa più (e vorrei vedere). Credo di sì, che me ne farò regalare una per il mio -gulp!- venticinquesimo compleanno (è stata già data disponibilità). Evviva.

Ancora più a sproposito... volevo regalarmi un viaggio, per il mio compleanno. Sapete, son 3 anni che non mi schiodo da qui, se eccettuiamo alcune fugaci scappate qua e là. Eh, sì, forse scoprirò che mi piace anche viaggiare (in realtà è una cosa che ho sempre temuto... ho sempre temuto di essere affetto dalla sindrome di Knulp).

Più a sproposito di così si muore... in effetti non disdegno di innamorarmi, ogni tanto. Ma non lo scriverei, in un curriculum.

P.S: si ringrazia il DJ Lucea per aver consigliato la colonna sonora che ha accompagnato la stesura di questo post.

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Sun, 05 March 2006, 11:43

Io preferisco il formato tascabile

C'è il formato tascabile e c'è il formato hardcover. Parliamo di libri.

Formato con la copertina rigida, pro: nelle intenzioni, dovrebbe resistere meglio al trascorrere del tempo.

Formato con la copertina rigida, contro: la polvere che si aggrappa alla parte superiore delle pagine (se lo conservate in verticale e senza protezioni sopra) è più difficile da togliere, perché non potete prendere il libro e, molto semplicemente, scuoterlo; è più pesante; è più faticoso tenerlo aperto; in genere è anonimo, non c'è nient'altro che l'opera nuda e cruda (niente commenti in quarta copertina, introduzioni nel leaflet, pettegolezzi editoriali in cima o in fondo al libro); occupa più spazio nella vostra libreria; è faticoso portarselo in giro; se si bagna, mentre col formato tascabile è solo un peccato, qui è un macello; in genere è scritto grosso come una casa, per dare l'illusione di stare leggendo di più, e siete sempre lì a dover girare le pagine.

Tra le righe avrete scoperto che sono un estimatore delle metainformazioni, quelle frasette che in un libro parlano del libro stesso: recensioni, commenti, saggi, o stralci dei medesimi. Ebbene sì, è un genere letterario che apprezzo, tiene compagnia.

Tutto questo per dirvi, se proprio vogliamo dare un'utilità a questo post: se un giorno vi verrà in mente di regalarmi un libro, non preoccupatevi di voler fare bella figura regalandomi la versione grossa & cattiva, perché probabilmente la farete migliore con la versione piccola & mansueta :)

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Tue, 28 February 2006, 23:28

The mother of all promotions

Ultra mega promozione sbrigati!

<img src="http://images.virgilio.it/sg/aliceadsl/upload/pro/promo_28febbraio2006.gif"
alt="PROMOZIONE SOLO ONLINE FINO AL 31 GENNAIO"
title="PROMOZIONE SOLO ONLINE FINO AL 15 FEBBRAIO"
border="0" height="24" hspace="0" vspace="0" width="439">


Queste promozioni irripetibili...

Memorabile quando cercano di venderti qualcosa alla svelta... perché alla fine del periodo di promozione costerà meno. Sbrighiamoci eh. Vorrai mica risparmiare? Guai.

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Sun, 26 February 2006, 23:18

La congiura della carta igienica

E' uno scandalo.

Te la vendono a veli, a piani di morbidezza, a pacchi, a rotoli gonfi, a rotoli schiacciati salvaspazio, te la vendono a tempo ("dura molto più a lungo"), te la vendono bianca, te la vendono coi disegnini in pigmenti nocivi che nessuno ha mai chiesto. E a metro? Perché non la vendono a metro?

Che uno si presenta lì, al supermercato, con le mani già occupate e tipicamente di fretta, e ancora gli tocca: forare furtivamente una confezione per ciascuna marca di carta igenica; prendere col calibro lo spessore della carta, il diametro del rotolo di cartoncino, quello del rotolo nel suo insieme, e impostare un'equazione differenziale per ottenere un'approssimazione della metratura totale della carta contenuta nel pacco; valutare la resistenza della carta alla trazione e alla foratura, per sapere se è utilizzabile in modalità singolo foglio o se va ripiegata (in tal caso la metratura va divisa per due); solo una volta ottenuta la "metratura efficente" (convertibile, a scelta, in unità PDC), si può passare finalmente alle solite valutazioni prezzo/prestazioni che ogni massaia sa ben fare.

Ora, visto che il procedimento descritto andrebbe ripetuto per ogni acquirente... perché non ci pensa direttamente chi produce? Rotoli di carta igenica a metro. Pare così semplice! Cos'è, dobbiamo chiedere in cartoleria? Aggiungiamo il rotolone di fianco a quelli per la carta da regalo? Grandi carte per grandi regali.

...

Forse che si sentano autorizzati, dato il prodotto, alla [inserire battuta scontatissima 3x2 soci coop qui]?



Disclaimer: anche i migliori hanno bisogno di rilassarsi un po', ogni tanto. OCCHEI???

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Fri, 24 February 2006, 00:20

Desertica distesa di palloni, fango e scale

Oggi ho visto un ragazzino correre. Uh che cosa straordinaria direte voi, perculando, ma quella corsa lì mi ha ricordato qualcosa.

Mi ha ricordato di quando *non esistevano* il freddo, il fango, la ghiaia, l'acqua del retano mangiapalloni, il sudore, il fiatone, la necessità di mostrarsi impeccabili (presentabili, va'). In effetti mi capita stupidamente di sentirmi già vecchio. Ma non meno felice. Anzi. anzi.

* * *
da Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari


Giovanni aspetta paziente la sua ora che non è mai venuta, non pensa che il futuro si è terribilmente accorciato, non è più come una volta quando il tempo avvenire gli poteva sembrare un periodo immenso, una ricchezza inesauribile che non si rischiava niente a sperperare.

Eppure un giorno si è accorto che da parecchio tempo non andava più a cavalcare sulla spianata dietro alla Fortezza. Si è accorto anzi di non averne nessuna voglia e che negli ultimi mesi (chissà da quanto esattamente?) non faceva più le scale di corsa a due a due. Sciocchezze, ha pensato, fisicamente si sentiva sempre lo stesso, tutto stava a ricominciare, non c'era neppure dubbio; una prova sarebbe stata ridicolmente superflua.

No, fisicamente Drogo non è peggiorato, se riprendesse a cavalcare e a correre su per le scale sarebbe benissimo capace, ma non è questo che importa. Il grave è che lui non ne sente più voglia, che lui preferisce dopo colazione starsene a sonnecchiare al sole piuttosto che scorazzare su e giù per la spianata sassosa. E' questo che conta, solo questo registra gli anni passati.

Oh, se ci avesse pensato, la prima sera che fece le scale a un gradino per volta! Si sentiva un po' stanco, è vero, aveva un cerchio alla testa e nessun desiderio della solita partita a carte (anche in precedenza del resto aveva qualche volta rinunciato a salire le scale di corsa per via di malesseri occasionali). Non gli venne il più lontano dubbio che quella sera fosse molto triste per lui, che su quei giardini, in quell'ora precisa, terminasse la sua giovinezza, che il giorno dopo, per nessuna speciale ragione, non sarebbe più ritornato al vecchio sistema, e neppure dopodomani, né più tardi, né mai.

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Sun, 19 February 2006, 16:02

La lenta ascesa di Google Talk (e come connettersi a icq e msn)

Dopo le varie pulci nell'orecchio messemi a riguardo, a più riprese, dal quasi collega sandr8 (il "quasi" è colpa mia), ho cercato e trovato una bella pagina che permette di tenere traccia di cos'è successo ultimamente nel servizio di messaggistica istantanea di Google:
http://www.bigblueball.com/forums/google-talk-news/

In particolare segnalo: Google Talk si federa con i server jabber. Questo significa che chiunque usi GT può, dal 17 gennaio, parlare con gli utenti degli altri server jabber, e viceversa. Da questa possibilità è derivata quella, molto più succosa, di potersi collegare ai network di icq, msn, yahoo e altri attraverso Google Talk e i "transport" un server jabber d'appoggio: ecco come. Finora purtroppo non ho trovato altri server, oltre a quello indicato nell'articolo, che permettessero il login ai transport da server jabber esterni.


Che diavolo sono i transport jabber?

jabber è un protocollo, NON un programma di messaggistica, pazientemente messo insieme dalla Internet Engineering Task Force. Programmi in grado di usare questo protocollo sono Psi, Gaim, Gajim, per dire solo alcuni di quelli multipiattaforma (altrimenti Kopete, Miranda... e altri elencati qui). Se siete interessati, potete dare un'occhiata a un sottoinsieme dei server jabber pubblici disponibili a questa pagina.

I transport sono dei "contatti" particolari da scorrere tramite la funzione di "service discovery" (così la chiama Psi) e sottoscrivere: al momento della sottoscrizione, vi verrà richiesto di immettere username e password del servizio di messaggistica a cui quel determinato transport fa riferimento (esempio: icq.jabber.linux.it vi logga alla rete di icq, se usate il server jabber jabber.linux.it); dopodiché, lui si preoccuperà di loggarsi al vostro account per voi e di recuperare tutti i vostri contatti che stanno lì; infine, potrete finalmente chattare con i contatti aggiunti come se fossero utenti jabber!

(Molte funzioni dei vari network non sono disponibili - ad esempio il trasferimento di file con utenti msn non è ancora possibile -, mentre altre sono solo un po' laboriose da eseguire - ad esempio la chat multiutente su msn; ricordatevi che ogni cosa dipende sia dal client che dal server - non tutti i server sono uguali)


Chiarito questo (maddeché, direte voi)... perché dovrei volermi connettere agli altri network usando Google Talk? Perché ultimamente sono spuntate altre novità. Intanto date un'occhiata alla vostra casella gmail: soprattutto se avete l'interfaccia in inglese, è molto probabile che abbiate nel menu a sinistra un nuovo elemento, "Chats", che vi conserva (se gli specificate voi di farlo) tutte le chiacchierate che effettuate attraverso il network GT. L'utilità della cosa potrà forse sfuggirvi se non avete mai cambiato il vostro programma di messaggistica e se vi connettete sempre dallo stesso computer, ma in tutti gli altri casi mi pare evidente.

Poi che altro? Be', la possibilità di chattare direttamente da dentro gmail, che non ha equivalenti, come comodità, in altre interfacce web. Questo potrebbe essere MOLTO interessante per chi, per mancanza di client installati o per occlusione di porte ad opera di firewall, non volesse rinunciare a discutere con i propri contatti sparsi per le decine di network di messaggistica.


UPDATE: Se volete configurare il vostro client preferito per usare Google Talk, vi agevolo un paio di link:
http://www.google.com/talk/otherclients.html
http://psi-im.org/wiki/Google_Talk_HowTo

UPDATE2: Riporto dai commenti una lista di server jabber e vari transport:
http://www.chrome.pl/knownservers

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Questo blog è online dal 30 giugno 2004, e va già bene che se ne sia accorto il suo autore.

Molto di quello che troverete qui è di produzione del signor StM; il quale, tuttavia, non disdegna di portare di tanto in tanto all'attenzione del pubblico frammenti di opere altrui, un po' come si fa con gli ospiti stranieri famosi invitati per dare l'estrema unzione al Festival di Sanremo. In ogni caso, badate sempre bene a citare fonti e autori di quello che spargete in giro e andremo d'amore e d'accordo.

Pur mancando questo blog di un meccanismo di tagging dei post, potete ritrovarne molti catalogati (manualmente) qui, o nelle specifiche sezioni del sito.

Collaboro a:

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Blog personali che leggo/consiglio

Babbo Natale ormai non deve dimostrare più nulla
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Myhar: soliloqui e pippe mentali
Nicola Mattina Blog
Parole e Presepi
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Blog di informazione, cultura e dintorni

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Salam(e)lik, già Sherif's Blog
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Blog genericamente *belli*, spassosi, insomma i MUST READ

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personalitaconfusa
Visioni Binarie - di Alice Avallone (originariamente qui)

Blog a caso

Ciccsoft
Genova e dintorni blogger's corner

Nei commenti sono (forse) riconosciuti i seguenti tag:

[b][/b], [i][/i], [u][/u], [url]indirizzo[/url], [url=indirizzo]nome[/url], [img]indirizzo[/img].

I commenti non possono superare i 3000 caratteri.

(I post precedenti al 25 luglio 2005 non sono indicizzati)