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Ultimo Aggiornamento di questa pagina: 15/07/2006 - 13:56
C'è un trucco, un po' scomodo, per mandare fino 4 sms e averne tariffati solo 2. Funziona solo con Wind e TIM.
Il meccanismo è semplice: Mandate i primi 2-3 messaggi con anteposta la scritta *LONG#, e nell'ultimo (quindi il terzo o il quarto) anteponete *LAST#. Il vostro gestore dovrebbe addebitarvi la spesa di due soli sms.
Un esempio per chiarire:
primo sms: "*LONG#Blablabla";
secondo sms: "*LONG#Riblariblaribla";
terzo sms: "*LONG#Ancorabla";
quarto sms: "*LAST#finebla".
Non usate la funzione di concatenazione automatica del vostro cellulare (quindi mandate sms di massimo 160 caratteri), perchè usa già altri codici.
La mania degli sms, oltre a tutte le critiche socio-culturali che può ricevere, è sicuramente una mania molto costosa e consumatrice di tempo (time consuming per chi mangia pudding). Ci sono persone che usano un sms da 12 centesimi per dire "sì", due lettere, oppure persone che impiegano 15 minuti del loro tempo per sfruttare al meglio i 160 caratteri a loro disposizione. Sforzo, quello di queste ultime, che in genere si rivela vano: 160 caratteri, per farci delle discussioni, sono pochi.
Qualcuno può già aver storto un po' il naso... eh, già, le discussioni si fanno di persona, a voce. Oppure scritte, ma con lunghe e accurate e-mail. D'accordissimo, ma a volte non si può. Senza stare ad esaminare le esatte cause delle difficoltà, vi svelerò un buon compromesso fra tante esigenze diverse per la comunicazione a distanza fra due persone.
Potremmo dire che i messaggi sms sono messaggistica istantanea, ma non è questo il significato della terminologia usata qui. La messaggistica istantanea qui intesa è quella informatica, ovvero quella delle reti ICQ, Jabber, MSN, Yahoo e altre più o meno note. Il termine instant messaging fu coniato in contrapposizione alla messaggistica e-mail, che è invece di carattere asincrono: il messaggio non è recapitato immediatamente, ma viene scaricato a tempo debito quando l'utente, di sua iniziativa, contatta il suo server di posta.
I programmi di messaggistica istantanea mantengono l'utente (posto che costui sia collegato alla rete, ovviamente)in costante contatto con un server centrale, comunicando (se l'utente vuole) il suo stato "online" a tutti coloro che volessero verificarlo, magari per mandargli un messaggio e ricevere da lui una risposta immediata. Dal suo punto di vista, l'utente potrà fare lo stesso con tutti i suoi amici, o per meglio dire "buddy": egli avrà infatti a disposizione, nel programma di messaggistica, l'elenco degli utenti che avrà manualmente aggiunto alla propria "buddy list" (o lista contatti), potendone verificare lo stato (online, offline, occupato, non al computer, ecc.) e potendo spedire loro messaggi.
Per coloro di voi che, giunti a questo punto, si trovassero ancora un po' sperduti, dirò un rassicurante "il principio è quello della chat, solo che la discussione si svolge fra due soli utenti".
Veniamo al punto. I cellulari di oggi sono sempre più vicini ai PDA, Personal Digital Assistant (assistenti digitali personali... di cui la versione analogica chiameremmo semplicemente "agenda", ma nell'era digitale i nomi si allungano); le funzioni che vanno incamerando sono sempre di più e sempre più strampalate (se siete scettici, altrimenti sono fantastiche meravigliose ecc.), e tra qualche anno giocheranno la propria partita perfino contro i pc, troppo ingombranti per alcuni utilizzi (io non leggerò MAI il quotidiano in metropolitana sul mio portatile da 15 pollici... e non perché non vado in metropolitana).
Già adesso esistono funzioni, nei telefoni, che li avvicinano molto ai computer. Una è il GPRS, che al momento uso per navigare in internet con il mio portatile. L'altra è Java, un linguaggio che è una parola magica per le orecchie di chi fa business di questi tempi, ma non a torto è da molti considerato un ottimo strumento per un'ampio spettro di applicazioni.
Il GPRS è una tecnologia che si appoggia alla rete GSM per assicurare ampiezze di banda superiori.
La rete gsm trasmette più conversazioni vocali contemporaneamente in due modi: con la modulazione in frequenza e la divisione di tempo. La modulazione in frequenza prende un segnale ad una data frequenza (esempio: vocale, massimo 4 kHz - in realtà il GSM digitalizza il segnale, ma come riferimento il segnale vocale va bene) e lo "sposta" ad un'altra frequenza (esempio 9 o 18 MHz, dove in genere trasmettono le compagnie telefoniche europee), badando bene di non sovrapporlo in frequenza ad altre trasmissioni in corso. La divisione di tempo, necessaria per sfruttare al massimo la banda di ogni frequenza, consiste nel comprimere ogni frazione della comunicazione (diciamo, come esempio, 1 secondo) in un istante di tempo ancora più piccolo (diciamo, sempre come esempio, 1/8 di secondo), in modo che nella stessa frazione di tempo (1 secondo) possano essere trasmesse più comunicazioni (nell'esempio, 8). Ogni istante di tempo in cui è divisa una frazione di comunicazione è detto timeslot.
Il GPRS è un sistema che prende atto del fatto che non sempre tutti i timeslot sono utilizzati contemporaneamente, e che quindi alcune comunicazioni potrebbero, in mancanza di richieste da parte di altri, utilizzarne più di uno alla volta per incrementare la propria ampiezza di banda.
La caratteristica che ci importa ora, a proposito del GPRS, è che quando lo si utilizza si viene tariffati a traffico e non a tempo. Capirete che questa è una caratteristica estremamente interessante, se il traffico di cui si parla sono dei puri e semplici testi.
Non avete punti di riferimento per darmi ragione? Ve ne darò. Ecco un po' di matematica:
Dov'è il trucco?
In realtà il trucco non c'è. In alcuni paesi del mondo, è effettivamente possibile spedire sms tramite GPRS, e venire tariffati in modo umano. In Italia no, in Italia gli sms arrivano tranquillamente a costare 15 centesimi. Un po' troppo, non vi pare? Continuate a leggere, e il vostro portafogli vi ringrazierà.
Sicuramente avrete sentito parlare di Java a proposito di videogiochi per cellulari. Ma questa è solo l'ultima delle sue conquiste.
Java è un linguaggio la cui prima release è datata 1996. I suoi due principali punti di forza sono l'orientamento agli oggetti (non sto a spiegare qui cosa significa... fatevi un corso!) e l'indipendenza dall'architettura: in linea teorica, un programma Java è eseguibile su qualsiasi tipo di calcolatore senza modifiche, a patto che su questo calcolatore sia installata una Java Virtual Machine (JVM).
Java ha conosciuto una diffusione notevole negli ultimi anni, ed è utilizzato per un numero incalcolabile di applicazioni. Quella forse più nota per l'utente medio di internet, sono le applet, ovvero applicazioni Java inserite (embedded) all'interno delle pagine Web.
A Java i tradizionali computer evidentemente andavano stretti, ed ecco che al giorno d'oggi troviamo JVM anche sui cellulari! Si tratta, purtroppo, di JVM ridotte (infatti si parla di J2ME, Java 2 Micro Edition - in effetti, date le scarse risorse, ha senso limitare le funzioni all'osso), e spesso anche personalizzate dal produttore; questo comporta che la portabilità rischi di andare un po' a farsi benedire, ma a quanto pare è il mercato che lo chiede: evidentemente Nokia (per dirne una) non vuole che le applicazioni che funzionano sui suoi cellulari funzionino anche sui cellulari Siemens (per dirne un'altra), e viceversa.
Messa da parte la disapprovazione per alcune leggi di mercato che complicano la vita agli utenti, bisogna dire che una JVM sul cellulare è una bella cosa. Da informatico, posso assicurare che quando si ha a disposizione un linguaggio di programmazione qualsiasi (in qualche caso anche il linguaggio macchina è sufficiente) non c'è nulla che le più brillanti menti umane non riescano a fare. E anche le meno brillanti possono sfornare applicazioni originali di strumenti tradizionali.
Non so chi fu il primo a creare programmi di messaggistica per cellulari, ma vi esporrò nella prossima sezione quali sono stati i frutti della mia ricerca di applicazioni del genere.
Il primo protocollo di messaggistica istantanea, creato nel 1996 dalla società Mirabilis. Qui trovate un po' di storia, se vi interessa. Dal sito www.icq.com potrete scaricare il software ufficiale, ma ci sono molti software compatibili (personalmente consiglio Miranda IM).
La registrazione di un nuovo utente si fa tramite software, infatti è la prima cosa che vi sarà chiesta quando avvierete ICQ, ICQ Lite, Licq, Miranda o quale che sia il vostro client. Purtroppo, anche se avete intenzione di usare ICQ solo sul cellulare, al momento è necessario (e vivamente consigliato) avere installata un'applicazione per PC: i client per cellulare provati fino ad ora non permettono la registrazione di nuovi utenti, e richiedono alcuni trucchi per funzionare a dovere.
Sito: jimm.sourceforge.net.
Un ottimo software, al momento la mia scelta preferenziale per la messaggistica tramite cellulare. Non permette la creazione di nuovi account, ma ha un numero elevato di opzioni. Dovrebbe essere ancora sotto sviluppo, ma se non lo fosse in ogni caso è disponibile il codice sorgente.
Comincio subito a dire l'unico difetto fastidioso che ho incontrato: se avete nella lista contatti un solo contatto o nessuno, può essere che non riesca a caricarvela. Presupponendo che se avete installato Jimm avete almeno UN contatto in lista (aggiungeteli col software per pc), la soluzione al problema è... aggiungere voi stessi ai vostri contatti. Lo so, non è una soluzione meravigliosa, ma non credo possa dare tanto fastidio.
Espletato il dovere di darvi le cattive notizie, passiamo alle buone: con Jimm potete, e dovete (pena l'interruzione del collegamento dopo un certo periodo di inattività), mantenere viva la connessione (keep connection alive); l'interfaccia è gradevole, poiché fa uso delle ben note margheritine (quella verde per lo stato online, quella rossa per lo stato offline, eccetera) e consente di mantenere la cronologia (cioè tutti gli interventi) della discussione in corso; ovviamente supporta il T9, se presente sul cellulare.
Per installarlo, dovete scaricare il pacchetto omnicomprensivo dal sito sopra indicato, unzipparlo, cercare nelle sottocartelle una che riguardi una lingua che conoscete (per ora l'italiano non c'è, ma la traduzione è questione di pochi attimi, potrei anche farla io), prendere il relativo pacchetto .jar e trasferirlo sul vostro cellulare. Non esiste una procedura unica per questa operazione, fate riferimento al sito del produttore del vostro cellulare.
Per avviarlo... idem con patate, riferitevi a quel che dice il manuale per avviare giochi e applicazioni Java.
Il programma è stato testato sui cellulari: Siemens S55, Siemens MC60.
Sembrerebbe non funzionare su: Motorola V600.
Un protocollo creato dalla Internet Engineering Task Force (www.ietf.org), ha dalla sua una notevole pianificazione dello standard di base ma anche una spiccata vocazione per l'ampliamento. Jabber (www.jabber.org) è un protocollo di messaggistica istantanea, ma può e potrà fare anche tante altre cose: multiconferenza, client per servizi di newsfeed ("recapito" di notizie al proprio computer), aggiornamento di blog, e tutto ciò che le fervide menti degli informatici riusciranno a sfornare.
Con Jabber si ricicla un concetto delle e-mail: la decentralizzazione. Non esiste un server unico come per ICQ, anche se ovviamente jabber.org e jabber.com sono probabilmente i più frequentati. Alla pagina Open Jabber Servers potete vedere una parte dei server pubblici presenti al mondo, di cui potrebbero interessarvi quelli italiani (esempio: jabber.linux.it).
Per registrare un nuovo utente in Jabber, come per ICQ, bisogna avviare un client e fare la registrazione da lì. Al contrario di ICQ, che da come username un numero, qui il nome utente si può scegliere. Alla fine della registrazione (operazione velocissima), avremo un JID (Jabber Identifier) costituito da username@server, dove l'username è quello scelto e il server è quello in cui ci siamo registrati.
Sito: www.mjabber.com
Comincio dall'aspetto positivo del client: è possibile fare la registrazione direttamente da cellulare, senza appoggiarsi ad un software per pc; come per la registrazione, anche per aggiungere utenti alla propria lista contatti non è strettamente necessario usare un software a parte.
Mjabber soffre tuttavia di alcuni handicap: non conserva alcuna cronologia della discussione (il che può essere seccante), ma soprattutto non mantiene viva la connessione, cosicché vi troverete disconnessi se non fate traffico prima dello scadere del linger time impostato sul vostro telefono (sul mio è predefinito 5 minuti e il massimo è 16).
La parte più triste della vicenda è che mjabber non sembra essere più sviluppato dal 2002, e ancor più triste è il fatto che gli sviluppatori non diano segno di vita. Lasciatemelo dire, se fosse stato un progetto open source non sarebbe morto così. Sempre che sia morto, perché potrei sbagliarmi.
In definitiva, mjabber è utile solo se il vostro telefono non supporta altri client.
Testato su: Siemens S55, MC60.
Sito: violonix.jabber.ru
Il migliore client jabber per j2me che io conosca; l'unico difetto che ha è quello di avere una homepage in russo. Voi fate finta di nulla, cliccate su Products e scegliete la versione del software adatta al vostro cellulare (il nome è indicato). Il software, per fortuna, è in inglese.
Consente di creare un nuovo account, di aggiungere e togliere contatti, di salvare messaggi specifici. Dalla versione 5, al prezzo di una minore intuitività globale, consente l'accesso alle chatroom. E scusate se è poco.
Testato su: Siemens S55.
Mi sono lasciato convincere a non limitarmi ad un semplice cellulare, e dovendo cambiare il moribondo Siemens S55 ho preso un Nokia 6630. Ho scoperto quello che già in molti sanno, e cioè che Symbian rulla.
Maya ha fatto un dettagliatissimo elenco dei software che stazionano sul suo Nokia 6630.
Il titolare del sito stmsat.altervista.org (sarebbe a dire StM) magnanimamente incoraggia la consultazione e distribuzione dei contenuti di queste pagine, ma si arrabbia come una biscia se non ne citate l'autore o la fonte (sarebbe a dire egli stesso medesimo, di nuovo).